Tuesday, April 22, 2008

Justice at the end of a billy-club

Questa entry è dedicata a Luca.
Uno da non sottovalutare.

Una delle particolarità di Daredevil è la sua arma. Il "bastone", come viene chiamato nella versione italiana. Il termine originale, molto meno equivoco e più evocativo, è "billy-club". Di qua in avanti userò sempre questo termine proprio per sottolineare la singolarità di questo aggeggio (notate come preferisco anche usare il nome originale del supereroe, piuttosto che quello italiano. Su questo ci tornerò più avanti).

Dunque, Daredevil, fin dalle sue origini, non ha usato solo la sua abilità nel combattimento a mani nude e la sua prestanza fisica, ma ha sempre combinato queste con l'uso di un billy-club piuttosto particolare, da lui stesso progettato.
Vediamo il primo utilizzo del billy-club, da DD(I) #1:


Bella immagine. In questa occasione, Daredevil estrae con rapidità il bastone, e con altrettanta rapidità lo lancia, colpendo e disarmando un buzzurro che gli stava puntando contro una rivoltella.
Più avanti nello stesso numero, quando viene narrata l'origine dell'eroe, viene mostrata anche l'origine del billy-club. Il giovane Matt, dopo essersi confezionato il costume giallo e nero degli esordi, ha la pensata di tramutare il suo stesso bastone per camminare in un'arma che lo coaudiuvi nelle sue battaglie contro il crimine.


E abbiamo così una prima illustrazione di come il billy-club - o per lo meno il billy-club originale - è fatto. Il manico ricurvo del bastone, flessibile, può raddrizzarsi. Inoltre vi è una articolazione centrale, che consente di piegarlo in due segmenti, cosicché possa essere riposto in una apposita fondina assicurata alla coscia.
Tutto ciò è abbastanza netto, ma si intravede già un piccolo problema, a questo stadio ancora trascurabile, ma che poi diventerà enorme. Viene detto che Matt stesso ha progettato e realizzato queste modifiche al suo bastone da cieco, ma non è completamente spiegato come, ad esempio, il manico possa raddrizzarsi a comando.
Certo, ancora il design è molto semplice, e la spiegazione può essere trascurata giusto per non essere troppo pignoli e godersi il fumetto, tuttavia questa pratica del "non spiegare esattamente come funziona" comincerà a portare problemi quando, più avanti, gli autori penseranno di aggiungere altri particolari.

Già nei numeri successivi, infatti, Stan Lee cominciò ad inserire gadget, meccanismi ed accessori ad un design che era geniale nella sua semplicità. Ecco, ad esempio, quello che viene introdotto, nell'arco di due vignette adiacenti, in DD(I) #4.


Beh. Posso capire il registratore in miniatura, che sarà utile anche un paio di altre volte in futuro, ma perché anche il dispositivo per emettere il telo di plastica? Quello sarebbe servito solo in quella situazione, a che pro implementare definitivamente una tale modifica?
Oh, e, state pensando che due aggiunte in un solo numero siano state abbastanza per il vecchio smilin' Stan? Beh, ripensateci:


Sì, apparentemente, per Stan Lee, piegando pressappoco ad angolo retto un elemento rigido si ottiene un boomerang di tutto rispetto, anzi no, un boomerang migliore di uno normale, perché, mentre i normali boomerang non tornano indietro se colpiscono il bersaglio, questo colpisce il bersaglio e torna indietro. Ma questo è un po' voler cercare il pelo nell'uovo (d'altronde quasi tutti boomerang nei racconti di fantasia colpiscono e tornano indietro lo stesso).
Il problema è: come fa ad entrarci - e soprattutto a funzionare assieme - tutta la roba che finora ci è stata ficcata dentro? Seriamente, poi, come fa a piegarsi a 90° e rimanere fermo? E quando si piega in quel modo, che ne è del rotolo di telo di plastica, che nella vignetta precedente era avvolto per l'intera lunghezza? Si piega anche lui? E l'alloggiamento per il registratore dove si trova? In mezzo, dove c'è la piegatura? E poi nella figura qui sotto:



che fine ha fatto il telo, che verrà usato poco dopo?
Insomma, l'aggiungere gadget magari poteva anche rendere il novello supereroe più interessante, ma se il prezzo da pagare era la verosimiglianza, allora forse - come si accorsero gli autori in seguito - non ne valeva la pena.
Sia come sia, il billy-club subisce una significativa modifica con DD(I) #7 (che poi è il numero in cui Daredevil abbandona il costume originale in favore del classico costume rosso, che tutti amiamo). Viene infatti introdotto il lungo cavo a scomparsa che collega i due segmenti:


Il billy-club con cavo non è più solo un arma da difesa ed offesa, ma diviene a tutti gli effetti anche il "mezzo di trasporto" con cui l'avventuriero scarlatto si sposta tra i tetti della città. E' appena il caso di far notare come, nella vignetta stessa, DD affermi di stare provando il nuovo billy-club per la prima volta (in quella occasione, l'eroe affronta Namor)! Si vede come, fin dalle origini, uno dei tratti caratteristici dell'eroe sia stata la sua predisposizione a improvvisare e il suo affrontare il pericolo con un pizzico di avventurosa incoscienza.
E naturalmente, siccome una sola aggiunta agli accessori era troppo poco, ecco cosa abbiamo poco dopo nello stesso numero:


Cortina fumogena, eh? Stan, ho appena finito di dire che DD non è un maniaco dei gadget a differenza di altri eroi dei fumetti. Vuoi farmi fare brutta figura?
Ma vediamo se miglioriamo andando avanti:


Cosa? Proiettili da mortaio ad alto potenziale? Non ci facciamo mancare niente! Ma come fa a stare tutto lì dentro? Inoltre quel bastone subisce botte e urti in continuazione! Non c'è il rischio che, magari mentre stai usando il registratore in miniatura, ti esplode in faccia uno di 'sti proiettili da mortaio che è rimasto incastrato?

Ma non è finita. Abbiamo anche questo:


Sì. Lo "snooper scope". In pratica, Daredevil saliva su un tetto, faceva scattar fuori un microfono dal billy-club e lo puntava in diverse direzioni cosicché i vari rumori della città ne risultavano amplificati e poteva captare allarmi, richieste di aiuto e simili.
Nello stesso numero in cui lo "snooper scope" è introdotto (DD(I) #8), gli autori forniscono anche uno schema dell'interno del billy-club.

Insomma, si era arrivati a un punto critico in cui la prerogativa insolita di questo supereroe (gli ipersensi) cedevano il passo ai gadget, i quali, dal canto loro, cominciavano ad affollare quello che era pur sempre un bastone in maniera difficilmente credibile.
Fortunatamente, a quel punto Stan Lee pensò bene di darsi una calmata...


...ovviamente non prima di avere introdotto l'idea di un vano interno contenente pillole nutrienti, per le volte in cui DD è costretto a saltare i pasti (DD annual #1).
Dicevo, Stan Lee si dà una calmata e tutti questi elementi extra, a parte i due segmenti e il cavo, non vengono menzionati per lungo tempo, fino a quando non se ne perde completamente traccia. L'unica modifica significativa che si ha in quel periodo è invece la seguente:


che figura in DD(I) #25, e con la quale si introduce un meccanismo che fa estendere il cavo e uno che ne fa piegare l'estremità ad uncino, semplificando così la spiegazione di come possa fare il cavo ad agganciarsi, e abolendo la necessità di mostrare il manico ricurvo, che fa tanto "Zio Paperone" ed è, intuitivamente, più difficile da far agganciare.


Come dice DD in questa vignetta, "nessuno è mai riuscito a capirne il segreto!". Sì, neanche quelli che lo scrivevano, mi sa!
Le parole nell'ultimo baloon, poi, sono di una ilarità unica se confrontate con quanto si è visto finora. Ma per lo meno, da queste parole si evince che Stan Lee e gli altri autori avevano intuito che forse era meglio tornare ad un billy-club più semplice e versatile, piuttosto che rimanere con quell'improbabile giocattolone barocco che lo stesso era diventato.
C'è da dire che, dopo questo numero, di tanto in tanto, e a seconda del disegnatore, l'estremità ricurva alla Zio Paperone ricomparirà, come pure non sarà sempre adottata una maniera rigida ed univoca di illustrare il billy-club.

Quello che comunque è rimasto, e si è consolidato sempre più fino al giorno d'oggi, è l'uso del bastone come semplice arma da lancio e da combattimento ravvicinato e come mezzo di trasporto via cavo con gancio.

1 comment:

alice said...

Stan the Man loved his gadgets in the 60's, that's for certain. If you need a new one, just add it in there to suit the problem. Never mind how it might (or might not) work!

I don't think they taught mechanical engineering in law school, either. 8^)